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RAEE: raccolte in Puglia oltre 11mila tonnellate, in calo rispetto al 2023

La regione all’ottavo posto in Italia, ma pesa la burocrazia

Nel 2024 Erion WEEE, il Consorzio dedicato alla gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), ha raccolto in Puglia quasi 11.200 tonnellate di rifiuti domestici, pari al peso di 31 Airbus A380. La regione si colloca così all’ottavo posto tra le più virtuose in Italia.

Tra i rifiuti più smaltiti prevalgono frigoriferi, congelatori e grandi elettrodomestici (R1) con oltre 4.270 tonnellate, seguiti da lavatrici, forni e lavastoviglie (R2) per circa 3.750 tonnellate. A seguire i piccoli elettrodomestici e l’elettronica di consumo (R3) con più di 2.350 tonnellate, mentre i monitor e televisori (R4) raggiungono 818 tonnellate e le sorgenti luminose (R5) 8 tonnellate.

Il trattamento corretto di questi rifiuti ha consentito di recuperare quasi 5.800 tonnellate di ferro, 1.570 tonnellate di plastica, 279 tonnellate di rame e 256 tonnellate di alluminio, con un beneficio ambientale importante: sono state evitate 101.172 tonnellate di emissioni di CO2 e risparmiati oltre 18,5 milioni di kWh, equivalenti al consumo annuo di una città come Gallipoli.

Giorgio Arienti

Nonostante questi numeri, la raccolta in Puglia ha registrato un calo del 3,8% rispetto al 2023. “La burocrazia rallenta la raccolta e senza raccolta non c’è riciclo”, ha commentato Giorgio Arienti, direttore generale di Erion WEEE. “A livello nazionale, l’Italia resta lontana dal target europeo di 12 kg per abitante, fermandosi a soli 6 kg. Speriamo che le recenti semplificazioni e le nuove campagne di sensibilizzazione possano invertire la rotta, con la collaborazione di tutti”.

Tra le province pugliesi, Bari guida la classifica con oltre 3.800 tonnellate raccolte, seguita da Lecce (3.100 tonnellate), Brindisi (1.600), Taranto (quasi 1.080), Foggia (1.041) e Barletta-Andria-Trani (524 tonnellate).

Il calo rispetto all’anno precedente, secondo il consorzio, è dovuto a un disinteresse diffuso verso la raccolta di RAEE, nonostante la loro importanza strategica per l’economia circolare. “In assenza di azioni concrete e condivise, il settore fatica a crescere”, ha concluso Arienti, auspicando un maggiore impegno istituzionale e territoriale.

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