FRANCAVILLA FONTANA – Sarà necessario attendere l’esito degli esami istologici per determinare l’esatta causa del decesso di Stefano Argentina, il 45enne di Francavilla Fontana deceduto la scorsa settimana in ospedale, al Perrino, per una coltellata sopraggiunta durante una violenta lite con il padre Angelo, 71enne, in carcere con l’accusa di omicidio volontario.
L’autopsia eseguita nel pomeriggio di giovedì, medico legale incaricato dalla Procura Domenico Urso affiancato dalla genetista Giacoma Mongelli e dai colleghi incaricati da difesa e persone offese, i professionisti Donato Sardano e Giovanni Taurisano, ha effettivamente individuato un taglio profondo all’altezza dell’addome ma, al momento, non è possibile stabilire se la morte sia sopraggiunta per l’affondo della lama o se, nel decesso, siano entrate in concorso altre cause legate a problemi di salute pregressi.
Omicidio contrada Cicoria, domani i funerali di Stefano Argentina
Nel frattempo, la salma è stata restituita alla famiglia per la celebrazione dei funerali, in programma venerdì pomeriggio in Basilica Minore. Argentina lascia quattro figli, tutti minorenni.
Secondo quanto raccontato al Gip dall’indagato, difeso dall’avvocato Massimo Romata, il coltello, durante la lite, era impugnato dalla stessa vittima: Stefano si sarebbe fatto male durante un disperato tentativo da parte dell’anziano di difendersi dalla furia del figlio. Se ne saprà di più dopo che i risultati degli esami saranno depositati nelle prossime settimane.
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