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Il carcere di Melfi

Morte in carcere a Melfi: “Serve piano di recupero e giustizia riparativa”

La denuncia di Europa Verde: «Strage silenziosa insopportabile, i detenuti soffocano senza cure»

MELFI (PZ) — Un giovane detenuto tunisino si è tolto la vita nel carcere di Melfi, segnando l’ennesimo episodio di una «strage silenziosa» che Europa Verde Basilicata definisce «insopportabile».

«Le carceri, nate per la rieducazione, sono diventate luoghi di sofferenza estrema, dove i detenuti, soprattutto migranti e tossicodipendenti, vengono lasciati senza cure adeguate», denuncia il movimento ecologista.

Europa Verde chiede un Piano organico di sostegno alle strutture carcerarie, il potenziamento delle misure alternative alla detenzione e nuove assunzioni di mediatori culturali e psicologi. «È necessario — prosegue la nota — prevedere un indulto per i reati minori e stanziare risorse per il reinserimento dei detenuti e la giustizia riparativa».

Infine, il partito sollecita l’istituzione di una cabina di regia tra Ministero della Salute e Ministero della Giustizia per migliorare l’assistenza sanitaria in carcere e garantire anche spazi di umanità come le “stanze dell’amore”, oltre all’esclusione delle madri con bambini dal circuito penitenziario.

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