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Il fiume Tara, dove sorgerà il dissalatore

Dissalatore sul Tara, Legambiente: “Opera inutile, i numeri lo dimostrano”

Il progetto del dissalatore sul Tara viene messo in discussione da Legambiente Taranto, che definisce l’opera inutile alla luce dei dati sulle potenzialità di raccolta idrica degli invasi già esistenti. La presidente Lunetta Franco invita a rivedere con urgenza le valutazioni alla base del progetto, sottolineando come i numeri ufficiali mostrino capacità di accumulo dieci volte superiori rispetto a quanto produrrebbe il dissalatore.

Secondo quanto illustrato, la riduzione delle risorse idriche non è collegata a una diminuzione delle precipitazioni, come confermato dall’ultimo rapporto SNPA pubblicato nel luglio 2024, ma a limiti strutturali dei bacini. I lavori di adeguamento, già finanziati, consentiranno di aumentare in modo significativo la capacità di invaso.

Nel dettaglio:

Conza: incremento potenziale di 17 milioni di metri cubi

Pertusillo: 32 milioni

Locone: 51 milioni

Monte Cotugno: 150 milioni in più grazie agli interventi previsti entro il 2025

A questi si aggiungono gli apporti futuri della traversa Sarmento (80 milioni di metri cubi annui) e la ricanalizzazione del Sauro (30 milioni). Inoltre, il potenziamento dell’invaso del Pappadai e il potabilizzatore San Paolo garantiranno ulteriori 20 milioni di metri cubi.

“Cifre superiori di oltre dieci volte all’eventuale apporto del dissalatore sul Tara, previsto in 20 milioni di metri cubi annui”

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