La decisione di Eni Versalis di avviare la dismissione dell’impianto di cracking a Brindisi ha generato una forte preoccupazione in tutto il territorio pugliese, innescando reazioni dure da parte di istituzioni, sindacati e rappresentanti politici. A partire da lunedì 31 marzo, lo stabilimento ha fermato le attività aprendo scenari incerti sul futuro industriale e occupazionale dell’intero polo chimico brindisino.
Michele Emiliano: “Atto gravissimo”
Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia, si tratta di un «fatto gravissimo» che avrà conseguenze importanti «sul lavoro, sull’ambiente e sull’intero sviluppo dell’area industriale». Il governatore ha ricordato come nel piano industriale di Versalis fosse prevista una transizione graduale con l’avvio della gigafactory, ma senza rinunciare alla salvaguardia dei livelli occupazionali e produttivi: «La chiusura si doveva e si poteva evitare. Ora serve un intervento del governo per evitare un danno incalcolabile per Brindisi».
Triggiani: “Ricadute enormi su ambiente e salute”
A sollevare ulteriori timori anche Serena Triggiani, assessora regionale all’ambiente, che ha lanciato l’allarme sugli impatti ambientali immediati: «La chiusura porterà la Lyondell Basell a chiedere l’autorizzazione per bruciare in torcia l’off gas residuo, con ricadute enormi sull’ambiente e sulla salute umana. Ci domandiamo inoltre perché i lavori per la gigafactory, prevista in un’area distinta, non siano già iniziati».
Ministro Urso: “Transizione necessaria”
Dal governo, Adolfo Urso, ministro delle imprese e del Made in Italy, ha invece parlato di una «transizione necessaria», affermando che con la riconversione degli impianti «ci sarà maggiore occupazione nei comparti del futuro, più competitivi e sostenibili».
Stefanazzi: “Nessuna garanzia per i lavoratori”
Ma le rassicurazioni ministeriali non placano la rabbia sul territorio. Claudio Stefanazzi, deputato del Partito Democratico, ha parlato di «effetto domino» per il polo chimico di Brindisi: «Si chiude un impianto strategico senza garanzie per i lavoratori e con conseguenze ambientali drammatiche, come dimostra la documentazione depositata al Ministero dell’Ambiente. Il governo resta indifferente mentre Brindisi paga un prezzo altissimo».
Cgil Brindisi: “Senza garanzie, questa transizione è una condanna”
Durissimo anche il commento della Cgil Brindisi, che insieme alle altre sigle sindacali ha organizzato una manifestazione e consegnato una lettera al prefetto. «È una transizione industriale iniziata con una chiusura, senza alcuna tutela per i lavoratori. Chiediamo un accordo quadro che garantisca stessi diritti a tutti e risorse straordinarie per accompagnare questa fase», ha dichiarato il segretario generale Massimo Di Cesare. «Senza garanzie, questa transizione è una condanna».
Il timore condiviso da tutti è che l’addio al cracking possa segnare l’inizio del declino per un intero comparto industriale, con ricadute economiche e sociali difficilmente sostenibili per il territorio. La Regione si è detta pronta a un confronto immediato, mentre i sindacati chiedono misure urgenti per evitare che Brindisi diventi il simbolo di una transizione ecologica calata dall’alto e priva di giustizia sociale.
potrebbe interessarti anche
Mesagne, sette daspo urbani dopo risse movida
Missione di pace: Al Bano in Terra Santa canta l’Ave Maria
Francavilla Fontana, la comunità risponde presente alla terza edizione del “Blu Day”
Brindisi, sparatoria a lido Risorgimento: i due arrestati tacciono
Francavilla Fontana, il maestro Xante Battaglia espone alla “Casaccia”
Brindisi: incontro sindaci- Regione sulle rinnovabili