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Bari, operazione Codice Interno: in Amtab assunzioni imposte dai clan

BARI – Anche l’Amtab, l’ex municipalizzata dei trasporti, finisce nel mirino degli inquirenti nell’inchiesta coordinata dalla Dda del capoluogo che nelle scorse ore ha sgominato la rete della criminalità organizzata sulla città, tra imprese controllate, partite di calcio dilettantistico vendute, aste truccate e infiltrazioni in consiglio comunale della malavita con tanto di voto di scambio. A finire tra le maglie della magistratura barese, i capi clan di Parisi, Montani, Palermiti e Strisciuglio. E ancora l’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri, sua moglie consigliere comunale in carica, Maria Carmen Lorusso, e suo padre, l’oncologo Vito, già raggiunto da un altro provvedimento qualche mese fa.

Stando a quanto scrivono i magistrati nell’ordinanza che pone l’amministrazione giudiziaria ai vertici della società, i clan avrebbero fatto dell’azienda un vero e proprio ufficio di collocamento con assunzioni imposte attraverso un’agenzia del lavoro. Secondo la Dda, l’Amtab è stata per anni in parte nelle mani del clan e non è un caso che il reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso venga contestato a Tommaso Lovreglio (nipote del boss Parisi), proprio in relazione alle pressioni esercitate sull’azienda. “Da quando sono stato eletto sindaco ho fatto del contrasto alla mafia barese una battaglia quotidiana – commenta Antonio Decaro -. Ho sempre sfidato a viso aperto e denunciato i clan. Ma è evidente che questo non è e non potrà mai essere sufficiente. Il lavoro, purtroppo, è ancora lungo e faticoso”.

E proprio Tommaso Lovreglio sarebbe al centro anche del ramo dell’inchiesta che ha portato in amministrazione giudiziaria anche la Maldarizzi, società di vendita automotive. I vertici dell’azienda hanno fatto sapere che affiancheranno l’autorità giudiziaria per chiarire ogni aspetto e che né la società, né la sua governance risultano essere indagate.

 

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