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Bari, Codice Interno: da Olivieri dichiarazioni spontanee

BARI – Avrebbe fornito dichiarazioni spontanee e si sarebbe reso disponibile a chiarire fatti e circostanze utili alle indagini preliminari, Giacomo Olivieri, l’ex consigliere regionale arrestato lunedì scorso con le accuse di scambio elettorale politico-mafioso per le comunali di Bari del 2019. Nelle scorse ore si è presentato davanti al gip Alfredo Ferraro del Tribunale del capoluogo ma non ha risposto alle sue domande. “Lo farà appena avrà avuto conoscenza di tutti gli atti di indagine”, fanno sapere i suoi legali Gaetano e Luca Castellaneta.

L’avvocato, in carcere a Brindisi, è uno dei personaggi chiave dell’inchiesta della Dda Codice interno che ha portato a 135 misure cautelari e che far emergere una fitta rete di relazioni tra malavita organizzata barese, politici e colletti bianchi. In carcere sono finiti i vertici dei clan Parisi, Palermiti, Strisciuglio e Montani.

Secondo l’accusa, l’avvocato avrebbe raccolto i voti dei clan per permettere l’elezione della moglie, Maria Carmen Lorusso – ora ai domiciliari – in consiglio comunale nelle file del centrodestra. Il suo interrogatorio dovrebbe tenersi la prossima settimana.

Intanto arrivano le prime conseguenze dell’inchiesta. Le due vigilesse di Bari che avrebbero chiesto aiuto a un fedelissimo del clan Parisi forse per punire una persona che, dopo aver ignorato un semaforo rosso, le avrebbe insultate, sono state sospese dal servizio. Come sono partire quattro procedure di sospensione all’Amtab, l’azienda municipalizzata che gestisce il trasporto pubblico.

 

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