Torna alta la tensione diplomatica tra Russia, Occidente e Ucraina. Mosca si dice «categoricamente contraria» all’invio di forze di pace in Ucraina provenienti da Paesi che forniscono armamenti a Kiev. A dichiararlo è Kirill Logvinov, direttore del Dipartimento delle organizzazioni internazionali del Ministero degli Esteri russo, in un’intervista rilasciata all’agenzia Tass.
«È triste che la storia degli ultimi anni non insegni nulla agli europei – ha affermato –. Sono assolutamente sordi agli avvertimenti: l’idea di introdurre in Ucraina militari dei Paesi che oggi riforniscono Kiev di armi è per noi inaccettabile».
Intanto, dagli Stati Uniti arriva un nuovo attacco verbale da parte del presidente Donald Trump, che si è detto «arrabbiato» con Vladimir Putin per l’andamento del processo di tregua, pur ribadendo la sua fiducia nel presidente russo: «Credo che manterrà la parola data».
Ma l’ex tycoon ha riservato parole ancora più dure al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, accusandolo di voler «ritirarsi dall’accordo sulle terre rare». Trump ha lanciato un chiaro avvertimento: «Se lo fa, avrà grossi, grossi problemi».
Fonti della Casa Bianca riferiscono, inoltre, che l’amministrazione americana starebbe valutando l’introduzione di dazi universali del 20% su tutte le importazioni, con possibile decorrenza dal 2 aprile, una mossa che potrebbe avere forti ripercussioni sul piano commerciale globale.
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