Si è conclusa con una condanna a un anno e quattro mesi di reclusione (pena sospesa e senza menzione) la vicenda giudiziaria che ha visto coinvolto Massimo Giove, imprenditore e presidente del Taranto FC.
Il Tribunale ha riconosciuto come calunniose le accuse di usura, truffa e appropriazione indebita rivolte dallo stesso Giove ai vertici della Banca Popolare Pugliese. Assolta, invece, la coimputata Anna Albano perché il fatto non sussiste.
La sentenza, pronunciata dal giudice Anna Lucia Zaurito, prevede anche un risarcimento danni da quantificarsi in separata sede. Parti civili nel processo i membri del comitato esecutivo della banca e lo stesso istituto di credito, rappresentati dagli avvocati Massimo Manfreda e Giuseppe Dell’Anna Misurale.
Secondo quanto emerso in aula, Giove aveva accusato la banca di aver preteso un versamento di 200mila euro dalla società Enetec per favorire la concessione di un mutuo. Tuttavia, le indagini della Procura hanno smentito questa ricostruzione, facendo emergere l’infondatezza delle accuse.
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